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martedì 19 gennaio 2010


Appello promosso dalle donne di Undesiderioincomune di Bari.
PER PROSEGUIRE SULLA STRADA DEL CAMBIAMENTO
Domenica 24 gennaio in Puglia si terranno le primarie per scegliere il candidato Presidente del centrosinistra alle prossime elezioni regionali. Con la scelta delle primarie ha prevalso la voce di gran parte degli elettori del centrosinistra, che chiedevano una prova di democrazia, e non imposizioni e contese personalistiche.
Le primarie sono un’occasione di partecipazione nelle decisioni che caratterizzeranno nel seguito della campagna elettorale, i contenuti, le scelte: una prova importante tanto più in un momento di crisi così seria della politica.
Il nostro impegno ad esserci, ad esprimerci, anche in queste primarie, con la nostra differenza di genere, (e per alcune anche di percorsi femministi, di politica delle donne, di impegno nei movimenti), è fortemente legato alla speranza di un rinnovamento generale della politica, che faccia i conti con la democrazia, quella di genere e la rappresentanza. Non possiamo non ribadire che il carattere tutto maschile del confronto politico di questa fase è un elemento assai preoccupante.
Il cambiamento è la grande sfida di questo tempo, in una fase economica e sociale difficile come non si vedeva dal dopoguerra. In questi 5 anni, la Puglia ha cominciato a conoscere questa possibilità. Per la prima volta, la politica si è occupata di tanti problemi concreti e materiali che riguardano la vita delle persone, e di tanta solitudine sociale, in nome di un bene comune, di un interesse comune. Per questo, i 5 anni di buon governo di centrosinistra che la Puglia ha vissuto con Vendola Presidente devono proseguire e crescere.
L’esperienza che la Puglia Migliore rappresenta, è oggi una speranza politica di cambiamento più generale per tutto il Mezzogiorno, che parla innanzitutto di lavoro e di lotta alla precarietà, di difesa dell’ambiente, di beni comuni, di scuola pubblica, di laicità, di diritti di cittadinanza oggi indispensabili per costruire un ampio fronte democratico in grado di battere Berlusconi e con esso, il clima di razzismo e di nuovo integralismo che avvolge il paese.
Alle primarie noi votiamo Vendola, perché pensiamo che questa esperienza di governo che i partiti del centrosinistra hanno costruito e sostenuto, non sia oggi un’anomalia da cancellare, in nome di una astratta realpolitik, che in realtà fra i suoi obiettivi ha quello di rimuovere la sinistra dalla scena politica del paese. Così, fondamentalmente, non sconfiggeremmo l’egemonia culturale delle destre che ha permesso al berlusconismo di radicarsi socialmente.
Noi votiamo Vendola per proseguire sulla strada del cambiamento, per la Puglia e per il Paese.

Titti De Simone
Marida Leuzzi
Pina Cotroneo
Pasqua Manfredi
Antonella De Luce
Annarita Lupoli
Corsina De Palo
Maria Celeste Nardini
Alba Russo
Rossana Ruscelli
Monica Mc Britton
Giusi Giannelli
Teresa Masciopinto
Giulia Dalena
Patrizia Morisco
Rosy Paparella
Francesca La Forgia
Teresa Santostasi
Luisa Giorgio
Anna Rossiello
Monica Dal Maso
Pia De Bellis
Rosa Manfredi
Veralisa Massari
Carla Mallardi
Claudia Romanelli
Francesca Vitucci
Francesca Palumbo

mercoledì 18 novembre 2009


Le donne e il governo della città - ragioni del dissenso, senso della proposta

Assemblea pubblica indetta dal “Coordinamento Donne e Potere”

Bari - 4 dicembre 2009 - dalle 17.00 presso la Sala Consiliare del Comune di Bari


Le donne del Centro di Documentazione e Cultura, del comitato UnDesiderioinComune, del Partito democratico, della Rete Interregionale delle Rose Rosse del PD, dell’Associazione Arca-iniziativa democratica, e numerose singole e singoli nell’estate di quest’anno hanno dato vita a Bari al “Coordinamento Donne e Potere”. Si tratta di un gruppo caratterizzato dal desiderio di accomunare oltre le appartenenze una pluralità di voci, di esperienze e competenze catalizzando il protagonismo delle donne come soggetti politici.

A partire dall’ulteriore riduzione delle presenze femminili in ruoli istituzionali registrata dopo le ultime elezioni amministrative ed europee, il coordinamento ha centrato la sua attenzione sul deficit di democrazia di genere come sintomo di un più generale arretramento della cultura politica. Per questo abbiamo proposto al Sindaco appena riconfermato ed ai rappresentanti dei partiti una serie di azioni volte a riequilibrare la presenza femminile anche e soprattutto attraverso l’indicazione di criteri oggettivi e metodi di scelta.
In questi mesi abbiamo di fatto osservato come nella composizione del Consiglio Comunale, nelle scelte fin qui operate per costituire i diversi Organismi Istituzionali e nella presentazione del Programma di questa Amministrazione il nostro invito sia stato del tutto disatteso.
Consideriamo questo dato come uno dei segnali più visibili della lacerazione nel rapporto tra politica e società tutta, sia perché costituisce uno squilibrio gravissimo in termini di rappresentanza paritaria sia perché segnala come la politica, in particolare quella dei partiti, rimanga del tutto ingessata in un sistema di regole che, privilegiando appartenenze e alleanze, tiene drammaticamente fuori dai processi di governo interi capitali di competenze, idee, visioni del mondo.
In particolare crediamo che, per chi amministra, considerare marginale la politica e il pensiero delle donne, e superflua un’analisi sui generi, significhi privare tutti di un contributo indispensabile alla conoscenza ed al ri-pensamento delle città come luoghi di vita di donne e uomini, governate mettendo al centro i soggetti che le abitano, la qualità della vita e delle relazioni socio-culturali.
Il nostro percorso di riflessione e di elaborazione di iniziative e proposte è comunque continuato, e negli ultimi tempi il coordinamento ha intensificato il suo impegno promuovendo incontri con altre donne e uomini che in questa città avvertono l’esigenza di forme diverse di protagonismo politico, di partecipazione e di cittadinanza.

Per questo con l’Assemblea del 4 dicembre vogliamo rilanciare la nostra proposta di spazi di soggettività politica delle donne, allargando così il confronto che in questi mesi abbiamo avviato con altri cittadini ed altre associazioni.

In particolare intendiamo presentare alle cittadine, ai cittadini, al Sindaco ed ai rappresentanti dei partiti la proposta di adesione, e di realizzazione, della CARTA EUROPEA PER L’UGUAGLIANZA E LE PARITA’ DELLE DONNE E DEGLI UOMINI NELLA VITA LOCALE.
Una Carta, elaborata e promossa dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa - AICCRE, che invita gli enti territoriali a utilizzare i loro poteri e i loro partenariati a favore di una maggiore uguaglianza delle donne e degli uomini.
Il Documento è fortemente ispirato al principio, ed al diritto per cui la partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini alle decisioni è una condicio sine qua non della democrazia, e vincola gli enti locali alla realizzazione di Piani d’Azione volti ad integrare la dimensione di genere in tutte le loro attività con programmi adeguatamente finanziati.
Ci sembra una proposta concreta attraverso cui chiamare al confronto e alla discussione tutti i soggetti interessati ed invitare l'ente locale ad una chiara assunzione di responsabilità.
Il percorso previsto dalla Carta tra l’altro consente di riproporre in modo sistematico all’agenda politica degli Amministratori alcune delle azioni lasciate in sospeso o inascoltate finora. Pensiamo in particolare al Bilancio di Genere, alla definizione di un Piano dei tempi di conciliazione vita-lavoro, alla costituzione di un organismo consultivo che si occupi specificatamente di una lettura di genere della programmazione e dell’operato dell’Amministrazione.
Presenteremo inoltre durante l’assemblea il nostro Progetto per UNA CASA DELLE DONNE a BARI, spazio che consideriamo di rilevanza politica, culturale e simbolica per tutta la città, per la cui realizzazione è in corso una raccolta di adesioni.

La nostra intenzione, il nostro desiderio, è quello di continuare ad attivare tutte le risorse necessarie per essere presenti nella vita di questa città, in modo visibile, autorevole e propositivo.


COORDINAMENTO “DONNE E POTERE”:

Centro di Documentazione e Cultura delle Donne - Bari
UndesiderioinComune
Rete Interregionale Rose Rosse del PD
Donne del PD
Arca - Centro di Iniziativa Democratica

giovedì 30 luglio 2009

COMUNICATO STAMPA di UNDESIDERIOINCOMUNE


L’esperienza della campagna elettorale di Bari e della formazione
della lista Sinistra per Bari è stata frutto di un percorso largo di
confronto e di messa in rete di esperienze e di soggettività diverse,
che l’hanno resa un’esperienza visibilmente positiva e includente.
Tante energie di donne e uomini si sono rimesse in moto e hanno
trovato nel progetto politico di Sinistra e Libertà la ragione di un
rinnovato impegno. E’ questo tipo di percorso che ha consentito la
naturale costruzione di un progetto come quello rappresentato oggi dal
comitato di donne UndesiderioinComune; questa esperienza rappresenta,
a nostro avviso, un punto alto di innovazione politica ed è stata la
premessa per una presenza così ampia di donne nelle liste per il
consiglio comunale e per le circoscrizioni (19 donne per il Comune
hanno fatto della nostra lista una di quelle con più alta presenza
femminile). Fra queste donne, autorevoli rappresentanti dei movimenti
lgbt, del femminismo, dell’associazionismo, da anni in relazione tra
loro ed attive sul territorio, donne che hanno animato
con grande impegno la campagna elettorale per tutta la lista e per
Sinistra e Libertà, in modo assolutamente collettivo, senza
individualismi e competizione.
Abbiamo così provato a segnare con una autonoma soggettività di genere
il percorso della lista e della nuova esperienza politica a sinistra
Questo gruppo di donne non si è posto l’obiettivo strategico di
puntare su una o due candidate, e di circoscrivere a questo la propria
presenza per ottenere una consigliera. Se fosse stato questo
l’obiettivo non avremmo costruito una rosa di 19 candidate. Ciò che ha
più avuto valore in questa esperienza, è stato sperimentare un
percorso politico, con pratiche diverse, nuove, inclusive, da portare
al processo costituente. Molte di queste donne finora erano rimaste
fuori dai partiti, e vedevano in questo percorso una possibilità
politica nuova, più che ragionare strategicamente hanno scelto di
investire su una modalità comune, contribuendo al risultato della
lista con oltre 1000 voti.
E’ dentro questo impianto che noi abbiamo pensato all’indomani del
risultato elettorale (una sola donna eletta in consiglio comunale), di
avanzare una proposta sul terreno della democrazia di genere. Abbiamo
considerato l’assenza delle donne nei luoghi istituzionali come una
vera e propria “emergenza democratica” che ci riguarda tutti e tutte.
Dopo aver condiviso e concordato la
nostra scelta con il Coordinamento della lista Sinistra per Bari,
abbiamo lavorato alla costruzione di un percorso di discussione e di
elaborazione insieme a tutte le soggettività femminili di partito e
non che in questi anni hanno sviluppato pensiero e azione su questi
temi nel panorama cittadino.
Insieme alle donne del Pd, del Centro di Documentazione delle donne e
altre associazioni abbiamo prodotto una serie di proposte con
l’obiettivo del riequilibrio di genere nelle istituzioni Per la prima
volta, dopo anni, le donne hanno parlato un unico linguaggio con una
comune proposta che hanno
sostenuto nel corso di un incontro con il sindaco Emiliano e con le
forze politiche della maggioranza.
In particolare, oltre alla richiesta di un riequilibrio del 50% di
donne negli organismi istituzionali di nuova formazione, abbiamo
sottolineato la necessità di nuovi criteri di selezione per competenze
e pratiche riconosciute per donne e per uomini, piuttosto che
reiterare il meccanismo di cooptazione da parte dei partiti. Dato che
l’assenza delle donne nel Consiglio comunale pone oggi un problema di
agibilità e credibilità democratica, crediamo che l’Amministrazione e
le forze politiche dovrebbero farsi carico di una pratica
“coraggiosamente” innovativa. D’altra parte la situazione intorno a
noi è preoccupante: nelle giunte di centrosinistra, quella provinciale
di Taranto, quella di Putignano (Sinistra e Libertà ha il 7%) e quella
di Casamassima, non ci sono donne perché non sono state proposte da
nessuna forza politica.
Registriamo che tutto questo lavoro politico non è stato compreso né
valorizzato. Piuttosto è stato oggetto da più parti di
strumentalizzazioni e talvolta di accuse del tutto arbitrarie e
ingiustificate rispetto al suo senso e al suo valore. Abbiamo
assistito, innanzitutto dentro la lista di Sinistra per Bari, ad un
dibattito surreale che segnala secondo noi un arretramento sul piano
della cultura politica a danno del processo di rinascita della
Sinistra. In questo processo di rinascita abbiamo creduto e abbiamo
scelto di investire idee e energie. Purtroppo gran parte delle nostre
aspettative sono state tradite dalle modalità con cui sono stati
impostati i processi partecipativi e decisionali, rendendo nella
migliore delle ipotesi invisibile il nostro contributo. Di fatto, i
toni del dibattito interno alla Sinistra per Bari, i criteri di scelta
utilizzati, l’assenza di luoghi credibili e legittimati sul piano
democratico e della partecipazione, ma anche di una minima
interlocuzione con quanti hanno la responsabilità di guidare questo
processo, hanno privato questo percorso del nostro pensiero e delle
nostre esperienze. Una vera e propria rinuncia all’ascolto, al
confronto, in nome di logiche vecchie e autorefenziali, di dinamiche
spartitorie fra i partiti, che per noi compromettono in modo grave la
crescita del percorso di rinnovamento e di costruzione della Sinistra.
Prendiamo atto che non ci sono le condizioni per una presenza politica
del gruppo di UndesiderioinComune all’interno della lista e di
“questa” Sinistra. Rimane l’urgenza di rispondere con assunzione di
responsabilità al vuoto politico che c’è nella società, e intendiamo
pertanto proseguire il nostro impegno, costruendo reti con
interlocutori istituzionali e non, lavorando sul territorio, in quella
che era per noi la prospettiva, la premessa e la promessa di una
“nuova Sinistra”. In questo senso ci riconosciamo nelle parole di
Luisa Muraro: “Ho scelto di guardare a quella parte del genere umano -
le donne - per cavarne ottimismo e luce. Al fine di riconquistare
un’idea di futuro per tutto il genere umano. È una ricerca di civiltà,
portata avanti dalle donne. Che i saperi dominanti tentano di
cancellare. Questa ricerca è per me motivo di gioia, e lo è per tante
donne. Insomma, per le donne è un tempo di straordinario mutamento.
Perché guadagnano libertà.”

UnDesiderioinComune

lunedì 29 giugno 2009

Per una Amministrazione differente della città.

Noi donne fortemente impegnate, e da anni, nella valorizzazione delle soggettività femminili guardiamo con grande preoccupazione alla situazione che va delineandosi nella composizione delle amministrazioni, comunale e provinciale, dopo l’ultimo turno elettorale.
La pressoché totale assenza delle donne nei luoghi istituzionali costituisce un problema reale: è un problema della democrazia stessa.
Non solo dunque una questione di «genere» quanto, piuttosto, di civiltà: costituisce un gravissimo segnale di immaturità democratica in un sistema che non riesce a rappresentare efficacemente tutte le sue componenti e si priva degli apporti originali che le donne possono dare assumendo ruoli di gestione, di amministrazione, di governo.
Su questa assenza invitiamo ad una precisa assunzione di responsabilità donne e uomini di tutte le forze politiche, e proponiamo, nell’immediato, che nelle scelte che porteranno alla formazione della nuova giunta comunale e dei diversi organi di governo della città sia visibile un’azione attenta di recupero di questo vuoto di cittadinanza e di democrazia.

Noi affermiamo che è necessaria, e davvero ìndice di quella modernità cui il Sindaco ha spesso fatto riferimento, una presenza forte e significativa nei compiti istituzionali di donne competenti nelle materie di amministrazione e nello stesso tempo portatrici di un esplicito punto di vista di genere, che deve essere trasversale a tutti gli ambiti di governo.

Riteniamo, infatti, che non sia sufficiente che le donne in quanto tali entrino nei sistemi di gestione del potere amministrativo, ma che a farlo siano donne in grado di proporre un punto di vista differente nei contenuti e nei metodi della politica.

Ancora più opportuno risulta proporre questi temi all'attenzione di tutti in momenti come quelli attuali. La nostra città è sotto il fuoco di laboriose indagini e velenose indiscrezioni che hanno come protagoniste donne la cui dignità è misurata per semplice confronto, da parte di tutti, con stereotipi da copertina. Donne che, dopo essere state così valutate, sono state anche chiamate a proporsi in candidature e percorsi politici, con l’ambizione falsamente indotta di rivestire anche incarichi istituzionali. Con ciò replicando il peggior metodo di reclutamento della classe politica: l’appartenenza, che di volta in volta può essere appartenenza a famiglie notabili, a potentati economici, ad harem di antica o nuova formazione.

Enorme sovraesposizione quindi e visibilità a chi baratta interessi privati con l’impegno politico, e nessun rilievo a chi proviene da percorsi intensi di impegno sul territorio, nel sociale, nei luoghi di cultura, spendendo incessantemente i propri profili professionali e umani.

Rivendichiamo il riconoscimento di un’identità “altra” rispetto a quella che viene proposta come l’unica forma possibile di presenza delle donne nella società e nei luoghi istituzionali.

Chiediamo un confronto aperto con uomini e donne e conseguenti scelte istituzionali che segnino una chiara discontinuità.
Le donne di “UndesiderioIncomune”
Sinistra per Bari

giovedì 4 giugno 2009